Campagna Italiana di Sensibilizzazione Sarcomi 2026: Settimana 2

11 luglio 2026

Settimana 2: La diagnosi

I sarcomi, solitamente in fase iniziale, non presentano sintomi specifici. 
Per questo e per la loro rarità, possono essere facilmente confusi con altre malattie come quelle che si verificano a seguito di un qualsiasi trauma (ad esempio una contusione o un ematoma) o con alcuni tumori benigni molto più comuni e generalmente non preoccupanti (come lipomi, fibromi).

In caso di persistenza di sintomi, rivolgersi al medico che valuterà la necessità per effettuare indagini con tecniche di imaging (ecografia, ultrasuoni, radiografia, scintigrafia, TC, RNM, PET).

La biopsia è il primo atto chirurgico che deve esser eseguito in modo appropriato per evitare rischi di disseminazione o rendere più difficile la rimozione successiva del tumore.

La diagnosi patologica (analisi del tessuto prelevato) deve esser effettuata o revisionata da patologi esperti. Si basa sull’esame istologico e può esser supportata da tecniche di immunoistochimica e di profilazione molecolare/genomica, che contribuiscono a migliorare l’accuratezza diagnostica, soprattutto in specifici sottotipi di sarcoma.

Prima di iniziare qualsiasi trattamento terapeutico, è necessaria la diagnosi patologica tramite biopsia.

La diagnosi corretta e tempestiva, quando le dimensioni sono ancora limitate, dà maggiori probabilità di successo dei trattamenti, che necessitano sempre di competenze specialistiche in centri e reti dedicate.

Non esistono prevenzione o programmi di screening. 

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