Campagna Italiana di Sensibilizzazione Sarcomi 2026: Settimana 2
Settimana 2: La diagnosi
I sarcomi, solitamente in fase iniziale,
non presentano sintomi specifici.
Per questo e per la loro rarità, possono essere facilmente
confusi con altre malattie come quelle che si verificano a seguito di un
qualsiasi trauma (ad esempio una contusione o un ematoma) o con alcuni tumori
benigni molto più comuni e generalmente non preoccupanti (come lipomi, fibromi).
In caso di persistenza di sintomi,
rivolgersi al medico che valuterà la necessità per effettuare indagini con
tecniche di imaging (ecografia, ultrasuoni, radiografia, scintigrafia, TC, RNM,
PET).
La biopsia è il primo atto chirurgico che
deve esser eseguito in modo appropriato per evitare rischi di disseminazione o
rendere più difficile la rimozione successiva del tumore.
La diagnosi patologica (analisi del
tessuto prelevato) deve esser effettuata o revisionata da patologi esperti. Si
basa sull’esame istologico e può esser supportata da tecniche di
immunoistochimica e di profilazione molecolare/genomica, che contribuiscono a
migliorare l’accuratezza diagnostica, soprattutto in specifici sottotipi di
sarcoma.
Prima di iniziare qualsiasi trattamento
terapeutico, è necessaria la diagnosi patologica tramite biopsia.
La diagnosi corretta e tempestiva, quando
le dimensioni sono ancora limitate, dà maggiori probabilità di successo dei
trattamenti, che necessitano sempre di competenze specialistiche in centri e
reti dedicate.
Non esistono prevenzione o programmi di
screening.





