Notizia inserita il 28 Dicembre 2019

Nella sezione dedicata agli approfondimenti dalla letteratura scientifica, nell’ultimo aggiornamento Federica Grosso ripercorre i punti salienti di uno studio pubblicato recentemente su “Lancet Oncology”: nei pazienti con tumore a cellule giganti dell’osso (GCTB), denosumab si è dimostrato sicuro in uno studio su pazienti con GCTB non operabile o operabile, anche se, in caso di trattamento prolungato, sono da considerare con attenzione possibili conseguenze gravi quali osteonecrosi della mandibola e fratture atipiche di femore.
Il tumore a cellule giganti dell’osso (GCTB dall’inglese Giant Cell Tumor of Bone) è un tumore a cellule stromali (cellule del tessuto connettivo, di sostegno) osteoclastogeniche, di origine mesenchimale (quindi appartenente alla famiglia dei sarcomi), molto raro, con aggressività locale, ovvero di ricaduta nella sede in cui si è presentato. Nonostante sia classificato come tumore benigno può estendersi nei tessuti circostanti causando dolore e limitazione nello svolgimento delle funzioni, e occasionalmente può diffondersi ad altre sedi (metastatizzare).

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