Notizia inserita il 8 Marzo 2018

Partecipazione altissima al Simposio ESMO e GIST che si è svolto a Milano all’inizio di febbraio. Quasi 450 esperti internazionali da 43 nazioni si sono ritrovati per discutere sugli ultimi sviluppi e possibilità nella gestione dei sarcomi, tumori rari che rappresentano meno dell’1% dei tumori solidi dell’adulto.

La rarità della malattia rappresenta un aspetto che, a fronte di una diagnosi e percorso già impegnativi, può aumentare le fatiche. “Ricevere una diagnosi di tumore non è mai facile, ma per i pazienti con sarcoma ricevere la diagnosi è particolarmente difficile. I sintomi, in quanto spesso aspecifici nelle fasi precoci della malattia, spesso non vengono riconosciuti o non sono interpretati correttamente” ha affermato Ornella Gonzato, presidente e fondatrice dell’Associazione Paola per i tumori muscoloschetrici onlus.

Un ruolo importante per migliorare collegamenti e gestione è ricoperto dalla rete EURACAN (European network for Rare adult solid Cancer), la Rete europea per i tumori rari solidi dell’adulto, in cui sono compresi i sarcomi, avviata lo scorso anno con l’obiettivo di mettere in collegamento centri e persone che lavorano e sostengono le attività rivolte a queste malattie, per favorire l’accesso alle cure a tutti e lo sviluppo di politiche sanitarie adeguate. “La mancanza di informazioni sulla malattia, le opzioni terapeutiche limitate e, finora, la visibilità scarsa e l’attenzione insufficiente da parte delle politiche sanitarie per questi tumori rari sono tutti fattori che impattano in modo significativo sui risultati per i pazienti”, ha detto ancora Gonzato.

Un momento importante dunque il Simposio, in cui gli esperti si sono incontrati avendo per la prima volta a disposizione uno strumento di lavoro e di collegamento, rappresentato da EURACAN. “Per i sarcomi delle parti molli, come per la maggior parte dei tumori rari, la questione principale è assicurare una qualità delle cure alta e un approccio multidisciplinare ai pazienti, dalla diagnosi patologica fino alla chirurgia” ha spiegato Anna Maria Frezza, oncologa presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che sottolinea l’importanza del passaggio, nell’impostazione della gestione delle persone con sarcoma, dal singolo centro al concetto di rete fra le strutture, che porta con sé la condivisione di esperienze e cura dei pazienti al meglio delle conoscenze disponibili, ovunque risiedano. (vc)

Fonte: ESMO-European Society for Medical Oncology

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