Notizia inserita il 3 Agosto 2014

Imatinib, uno dei farmaci già impiegati nel trattamento dei Gist in fase avanzata, è in grado anche di ridurre le recidive. È quanto emerso da uno studio presentato nel corso del congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology, il più importante evento dell’oncologia mondiale.

«I GIST sono dei sarcomi che hanno una storia naturale molto particolare oggi assunti a modello per l’oncologia medica», ha spiegato in una conferenza organizzata il 22 giugno scorso a  Milano dall’Associazione Italiana GistPaolo Casali, responsabile della SS Trattamento Medico dei Sarcomi dell’Adulto dell’Istituto Nazionale Tumori. «Per curare questi tumori vengono infatti utilizzati i farmaci “intelligenti”, i farmaci a bersaglio molecolare. I GIST sono infatti caratterizzati da un’alterazione molecolare che li rende sensibili a un farmaco a bersaglio molecolare che si chiama Imatinib, utilizzato da più di 10 anni. Fin dall’inizio ha dimostrato un’efficacia straordinaria nei GIST in fase avanzata.Una recente pubblicazione ha però rimesso in gioco il ruolo del farmaco Imatinb, che sembra avere un ruolo determinante anche sulla prognosi della malattia in fase localizzata. Il trattamento per tre anni con Imatinib in terapia adiuvante, dopo l’intervento chirurgico di asportazione della massa tumorale, aumenta la probabilità di sopravvivenza libera da ripresa di malattia».

Cosa significhi dal punto di vista clinico è lo stesso Casali a spiegarlo: «Alcuni dei pazienti hanno di fatto rischio più elevati di recidiva. Quando il rischio sia significativo può valere la pena attuare una terapia a scopo precauzionale».

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