La legge n. 24 dell’8 marzo 2017 ha, di fatto, riscritto le regole per le richieste di risarcimento, stabilendo un iter rigoroso. Una delle novità della norma è che la struttura che eroga prestazioni medico-sanitarie deve rispondere al paziente degli errori causati dal medico (anche se si tratta di un medico scelto dal paziente, e non dipendente dalla struttura stessa) e dal personale sanitario. Questo è un grande vantaggio: la prescrizione è decennale, e al paziente tocca solo l’onere di dimostrare di essersi rivolto a quella determinata struttura, stipulando un contratto, e di aver subito un danno. In un secondo momento può anche essere invocata la responsabilità soggettiva del medico che ha causato il danno, ma si tratterà di una responsabilità extracontrattuale, più gravosa da dimostrare e con prescrizione entro i 5 anni. Per stabilire la condotta del medico o del personale sanitario, la legge si avvale di Linee Guida nazionali. Per quantificare il danno la compagnia assicuratrice applica le tabelle del danno biologico come previste dagli art. 138 e 139 del Codice delle Assicurazioni.

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